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Savia non fui

Dante e Sapìa fra letteratura e arte

Colle di Val d’Elsa, Museo San Pietro
(7 aprile – 28 ottobre 2018)

SAVIA NON FUI, AVVEGNA CHE SAPÌA
FOSSI CHIAMATA,
E FUI DELLI ALTRUI DANNI
PIÙ LIETA ASSAI CHE DI VENTURA MIA.
(PURGATORIO XIII, VV. 106-111)

Maggiori dettagli

  • Curatore: Marilena Caciorgna, Marcello Ciccuto
  • Formato (cm): 19x23,5
  • Anno di pubblicazione: 2018
  • Pagine: 64
  • Illustrazioni: 64 a colori
  • Rilegatura: filo refe
  • Copertina: plastificata con bandelle
  • Lingue: italiano

€ 9.00

Ancora oggi Dante è considerato un classico della letteratura mondiale, un autore capace di scandagliare l’animo umano con tale profondità da mantenere un significato attuale in ogni epoca.
In questo il merito di un’iniziativa culturale che reindirizza i riflettori su di un personaggio della Commedia dantesca, rinviando il visitatore a curiosare nuovamente tra quelle pagine che rappresentano sempre una stimolante miniera di riflessione di cui si ha un crescente bisogno in un’epoca di marcata crisi dell’humanum.
“Savia non fui. Dante e Sapìa fra letteratura e arte” inaugura la stagione delle mostre e delle attività del Museo San Pietro a Colle Val d’Elsa.
Oltre alla bellezza delle opere e dei documenti esposti, la mostra ospita più linguaggi, quello artistico, quello storico e quello letterario per poter elaborare così diversi progetti didattici che coinvolgeranno le scuole.
Questa donna, il cui nome è indissolubilmente legato alle pagine della Divina Commedia, condannata da Dante per aver sperato nella sconfitta dei propri concittadini, ci consente di legare questa mostra alla città di Colle Val d’Elsa, a quella lontana battaglia che segnò una svolta storica sia nello sviluppo della Città che nel modo stesso di condurre lo scontro armato.

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Savia non fui

Savia non fui

Colle di Val d’Elsa, Museo San Pietro
(7 aprile – 28 ottobre 2018)

SAVIA NON FUI, AVVEGNA CHE SAPÌA
FOSSI CHIAMATA,
E FUI DELLI ALTRUI DANNI
PIÙ LIETA ASSAI CHE DI VENTURA MIA.
(PURGATORIO XIII, VV. 106-111)

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