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Il Tesoro del Cremlino Vedi a schermo intero

Il Tesoro del Cremlino

La mostra è frutto degli scambi culturali in occasione dell’anno delle celebrazioni Italia - Russia 2011, organizzati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero degli Affari Esteri con le corrispondenti Istituzioni russe

Maggiori dettagli

  • Curatore: I. Gorbatova, M. Sframeli
  • Formato (cm): 24 x 28
  • Anno di pubblicazione: 2011
  • Pagine: 248

€ 25.50

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La mostra è frutto degli scambi culturali in occasione dell’anno delle celebrazioni Italia - Russia 2011, organizzati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero degli Affari Esteri con le corrispondenti Istituzioni russe. Essa sarà affiancata, dal 29 maggio al 24 luglio 2011, da un’esposizione al Museo del Cremlino di Mosca dedicata ai tesori dei Medici, per lo più provenienti dal Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, lo stesso che ospiterà questa mostra sui Tesori del Cremlino.

Il volume presenta le circa 150 opere che daranno conto della straordinaria formazione e crescita di uno dei più importanti ‘tesori’ d’Europa: l’Armeria del Cremlino, la collezione più ricca del più antico museo russo che raccoglie i tesori reali, oggetti di corte di uso quotidiano e cerimoniale, legati ai nomi dei più grandi zar di Russia attraverso molti secoli di storia. Dal XII al XVIII secolo l’Armeria fu la ‘stanza del tesoro’, colma di oggetti preziosi di origine ed epoche diverse, acquistati per la Casa regnante o giunti in dono da ambasciatori di paesi stranieri. Quando, nel XVIII secolo la Corte si trasferì da Mosca a San Pietroburgo, l’Armeria fu destinata ad accogliere oggetti legati al cerimoniale dell’incoronazione e alle sontuose vesti auliche. In mostra si presenteranno gli oggetti del periodo più fiorente dell’Armeria, quando era la ‘Stanza del tesoro’ degli Zar. Non esiste documentazione sul XII e XIII secolo ma, grazie al lavoro degli archeologi e alle preziose opere conservate nella Cattedrale del Cremlino, possiamo farci un’idea dei gioielli usati a quel tempo: complesse decorazioni di vesti in argento, collari e braccialetti, anelli quasi tutti lavorati con la tecnica della granulazione. Una piccola sezione di oggetti bizantini, provenienti dal tesoro della Cattedrale, mostrerà icone smaltate, cammei e pietre incise. L’affinarsi della tecnica orafa favorì l’ampliarsi delle collezioni. Nel XV secolo vennero fondati i laboratori artistici all’interno del Cremlino; la principale tecnica usata fu la filigrana, molto apprezzata nell’antica Russia. Le opere del XVI secolo appartengono al cosiddetto ‘periodo classico’: sono oggetti in niello su oro e smalti su filigrana, tecniche che ricorrono su icone, reliquiari e gioielli. L’Armeria riconduce però alla più antica e diffusa produzione delle botteghe del Cremlino, quella delle armi, e non fu solo luogo di produzione ma di vero e proprio arsenale: vi si trovavano armi provenienti da varie parti del mondo, comprese le prime armi da fuoco giunte in Russia dall’Europa occidentale. Nel corso del Settecento, quando il centro della vita politica e artistica si spostò nella nuova città di San Pietroburgo, iniziò un nuovo periodo che vedeva ormai la Russia inserita nel contesto culturale europeo; così anche gli abiti, i gioielli e gli accessori risentirono dell'influenza del gusto occidentale. Il gruppo di opere esposte dedicato al XVIII secolo ne include alcune di famosi argentieri quale Alexey Ratkov.

I saggi e le schede del catalogo saranno a cura dei più importanti studiosi del settore. In particolare Maria Sframeli, adesso direttrice del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti – sede della mostra – e Irina Gorbatova, vicedirettrice del Museo del Cremlino.

Per un vasto pubblico dai molti turisti presenti a Firenze durante il periodo della mostra e che avranno occasione di visitarla; i molti appassionati di arti decorative; i collezionisti; gli antiquari; gli studiosi d’arte.

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