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Quartetto per archi n. 1 Vedi a schermo intero

Quartetto per archi n. 1

Tempora mutantur

Federico Gon (1982). Laureato ed addottorato in musicologia, ha pubblicato vari saggi in riviste nazionali ed internazionali; compositore di formazione autodidatta, ha studiato con Azio Corghi e Mauro Bonifacio. È autore di musica da camera, sacra, opere e sinfonie eseguite in Italia ed all’estero.

Maggiori dettagli

  • Autore: Federico Gon
  • Formato (cm): 21x29,7
  • Anno di pubblicazione: 2013
  • Pagine: 20 + parti separate vl I, vl II, vlc e cb
  • Rilegatura: punti metallici
  • Copertina: a colori
  • Collana: musica contemporanea
ISBN: 9788883476860

€ 17.00

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Tempora mutantur cui si riferisce il titolo del quartetto sono i nostri tempi, musicalmente cambiati così in fretta che la stessa storia della musica ha difficoltà ad inquadrarli, tempi in cui tutto è divenuto possibile e nulla – fortunatamente – rinnegabile. Non ci si lasci trarre in inganno: la strada in questione non è quella già intrapresa lungo tutto il “Secolo breve” (dodecafonia, alea, serialismo, bruitisme, musica elettronica etc…) bensì una reazione che oggi ci si ritrova a dover operare, un doveroso superamento tanto del cerebralismo matematico quanto del manierismo accademico di tanta musica contemporanea, rispettandone le novità tecniche ma recuperando un linguaggio più affine al comune sentire che ha accompagnato da sempre l’essere umano nel millennio intercorso tra Magister Leoninus ed i Queen.

Per questo motivo, i tre movimenti richiamano tre diverse sinergie tra antico e moderno: MINIMALISMUS tenta di coniugare il minimalismo contemporaneo con la forma sonata classica; CONTRAPUNCTUS si dipana a partire dall’inno gregoriano Ut queant laxis (dal quale Guido d’Arezzo trasse i nomi le note musicali), utilizzato come cantus firmus sul quale si innesta un più moderno trattamento della dissonanza; FUGA RAP è il tentativo di far interagire il più nobile e complesso degli artifici musicali con la più contemporanea e “pop” tra le esigenze espressive, elaborando in chiave rap il tema della bachiana Arte della fuga.

Nella prefazione ai Quartetti op. 33 (1782) F.J. Haydn confessò di averli “scritti secondo principi completamente nuovi”, coniugando cioè contrappunto barocco ed espressività galante: è solo riappropriandosi di secoli di musica che si potrà tentare di colmare e superare la frattura tra musica “colta” (scritta così artificiosamente da fruttare le scarse gioie dell’intelletto di pochi) e musica “pop” (di impatto e comprensione immediati ma talvolta desolante nella sua povertà di mezzi).

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Federico Gon (1982). Laureato ed addottorato in musicologia, ha pubblicato vari saggi in riviste nazionali ed internazionali; compositore di formazione autodidatta, ha studiato con Azio Corghi e Mauro Bonifacio. È autore di musica da camera, sacra, opere e sinfonie eseguite in Italia ed all’estero.

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