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Beatlemania - seconda parte Vedi a schermo intero

Beatlemania - seconda parte

di Ilio Barontini

parafrasi da concerto per due pianoforti / concert paraphrases 
for two pianos

con il patrocinio di

Beatlesiani d'Italia Associati

Maggiori dettagli

  • Autore: Ilio Barontini
  • Formato (cm): 21x29,7
  • Anno di pubblicazione: 2016
  • Pagine: 80
  • Rilegatura: punti metallici
  • Copertina: a colori
  • Traduttore: Emily Ligniti
  • Lingue: italiano/inglese

€ 17.00

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€ 20.00

Nell’Ottocento la fantasia del musicista si accendeva all’ascolto di arie d’opera, dando vita ad improvvisazioni e parafrasi in grado di sviluppare le risorse espressive del pianoforte e di farlo entrare prepotentemente nell’immaginario collettivo. Oggi il pianoforte è talvolta relegato nel museo della Storia. Ilio Barontini è andato alla ricerca di un nuovo linguaggio pianistico al di là dei confini tra musica colta e leggera, partendo dai valori musicali dell’ars beatlesiana: una ricerca appassionata, iniziata con l’accostamento delle sue improvvisazioni alle musiche del repertorio classico-romantico e culminata con la stesura di due parafrasi da concerto che trattano i temi dei Fab Four con un paradigma compositivo “classico”.

Beatlemania (dal termine coniato negli anni ’63-’64 per indicare il fenomeno di delirio di massa con cui i fans accoglievano ovunque i Beatles) è diventato il titolo di un’opera per due pianoforti (I volume: maggio 2015, II volume: giugno 2016). L’opera ci offre la possibilità di rivivere lo spirito e l’atmosfera del periodo compreso tra l’uscita del primo singolo Love Me Do (5 ottobre 1962) e la dichiarazione ufficiale dello scioglimento del gruppo (10 aprile 1970).

L’Autore caratterizza la natura ritmica, melodica, armonica e timbrica di 74 canzoni dei Fab Four (34 nel I vol. e 40 nel II vol.) e ne esalta gli elementi di originalità attraverso divagazioni dal sapore bachiano, classico, romantico, jazzistico o della musica indiana. I due pianoforti sono chiamati a svolgere un lavoro paritario, in un’atmosfera a tratti festosa e celebrativa, a tratti intrisa di lirismo e di nostalgia: una sorta di drammaturgia sonora che coniuga il ricordo e la citazione di motivi beatlesiani all’invenzione di temi originali con funzione di introduzione, di collegamento e di conclusione.

 “Ascolta il colore dei tuoi sogni”, un verso di pura poesia di Tomorrow never knows, permea la composizione: l’Autore ha cercato di ricreare, con molteplici stili e soluzioni pianistiche, i colori della cornamusa, del sitar, delle percussioni e dei suoni elettronici (elaborati negli studi di Abbey Road diretti da George Martin), sintonizzandoli con il suo mondo interiore e con la sua visione creativa.

Il suo obiettivo non è descrittivo, ma espressivo, volto a dimostrare che il pianoforte è un formidabile mezzo di comunicazione, capace di raccontare la vita, i sogni e le speranze. L’energia ritmica, l’inventiva melodica e il respiro poetico di Beatlemania testimoniano una gioia pura del far musica e sono il segno di una creatività straripante che può offrire ai pianisti il terreno adatto per vivere il cambiamento e per incontrare la sensibilità del pubblico nella magia del quotidiano.

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