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PER ARPA
di Guido Pipolo
edizione a cura di Flavio Quali
I due brani per arpa sola proposti dalla presente pubblicazione sono adatti a due tipi di strumentista: il primo, Barcarola, è molto semplice e può venir preso in considerazione da un’arpista ancora non completamente formata: la tecnica è semplice, prevede un uso limitatissimo dei pedali, la forma ed il contenuto espressivo sono di facile comprensione.
Il secondo inserto, invece, Chanson des souvenirs è un brano che vuol mettere in risalto molte delle caratteristiche timbriche peculiari dello strumento: si va dagli arpeggi dilatati al procedimento per doppie ottave, dagli accordi eolici ascendenti e discendenti ai suoni étouffés, dai suoni armonici al glissando.
Ma la scrittura musicale unisce e fonde le caratteristiche della tonalità con quelle della musica contemporanea, con le sue inquietudini formali, armoniche e lessicali.
È una sorta, insomma, di compendio di diversi linguaggi adattati però alle particolari caratteristiche dell’arpa.
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Guido Pipolo, nato a Trieste (Italia), ha iniziato giovanissimo lo studio del violino, diplomandosi al Conservatorio “G. Tartini” della sua città sotto la guida di Umberto Nigri.
Vinto un concorso indetto dalla Rai, svolse a Roma l’incarico di consulente musicale e poi, trasferitosi a Trieste e divenuto regista, produsse una vasta e lunga serie di programmi musicali radiofonici e televisivi, presentando criticamente i lavori dei compositori e le esecuzioni degli strumentisti che avevano luogo nella regione.
È stato per molti anni docente di ruolo al Conservatorio Tartini, dove ha insegnato materie teoriche e composizione.
Contemporaneamente ha svolto un’ampia attività creativa: è autore infatti di una sessantina di lavori ed è stato premiato e segnalato in diversi concorsi nazionali ed internazionali di composizione contemporanea.