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Rivista "Codice 602"

n. 10

2009-2019

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DALL'EDITORIALE di Sara Matteucci

Osservando questa rivista oggi – i suoi contenuti e la sua struttura, il suo impianto grafico, la distribuzione – e andando a ritroso nel tempo, passando dalla prestigiosa presentazione presso il convegno della Società Italiana di Musicologia del 2017, indietro fino ai primi numeri della nuova edizione e ancor prima, quando inizialmente si pubblicava un periodico di Istituto con i contributi dei docenti interni, non si possono non riconoscere i molti e grandi passi fatti, anche considerando le limitatissime risorse su cui possono contare gli Istituti musicali italiani per iniziative come questa, e l’intento di posizionarsi in un settore che al giorno d’oggi appare come una vera e propria ‘missione’ culturale.

Credo che il traguardo del decennale di «Codice 602» testimoni perciò un ottimo e duraturo lavoro di squadra, un’impresa che nel tempo ha coinvolto numerosi esperti musicologi e ricercatori, tra cui coloro che hanno condiviso e permesso di pubblicare i loro studi, coloro che hanno fatto e tuttora fanno parte del comitato scientifico, nonché i promotori e i curatori della rivista stessa. Un grande ringraziamento va a tutti loro, con l’auspicio di posizionarsi sempre più come un punto di riferimento del panorama musicologico italiano, e con l’impegno di mirare a un livello sempre più alto.

Come di consueto, il filo conduttore secondo cui i contributi della rivista si dispiegano parte dai programmi della poliedrica stagione artistica promossa dall’Istituto Musicale “Boccherini”, passando per la celebrazione di alcuni dei principali anniversari musicali, fino a soffermarsi su ragguardevoli aspetti della ricca storia musicale della città di Lucca, dove questa rivista ha sede, e offrendo inoltre spazio a una tesi di carattere musicologico per la laurea di uno degli allievi dell’Istituto.

In primavera l’attività artistica dell’Istituto è stata particolarmente imperniata sulla musica di Leonard Bernstein, del quale era da non molto ricorso il centenario della nascita. Il 2 maggio, all’interno del festival “Lucca Classica”, l’orchestra dell’Istituto ha eseguito l’ouverture da Candide e con l’aggiunta del coro sono stati eseguiti per la prima volta a Lucca i Chichester Psalms. Il coro giovanile dei corsi pre-accademici ha inoltre interpretato brani da West Side Story durante l’Open Day della scuola cittadina. Il percorso compositivo di Bernstein è stato dunque passato in rassegna da Guido Salvetti nell’articolo dal titolo Leonard Bernstein. Gli scrupoli formali di un grande comunicatore, evidenziandone le differenti intenzioni programmatiche e soluzioni formali, facendo così emergere il quadro di un’appartenenza problematica al Novecento musicale, divisa tra la commistione dei generi e l’omaggio a Stravinsky.

Il secondo contributo è a firma di Marcello Nardis, Les tierces alternées: Debussy, Proust e la Recherche - l’immaginario sinestetico e la semiologia della consonanza: un’analisi in parallelo tra vari aspetti dell’opera di Debussy e di Marcel Proust, con l’individuazione di uno scenario del tutto condiviso, caratterizzato da una nuova estetica che sarebbe divenuta modello di confronto per le generazioni successive; di fatto una vera e propria rivoluzione della percezione artistica.

L’articolo successivo vede protagonista Nino Rota, del quale quest’anno ricorrono i 30 anni dalla scomparsa. Il 10 aprile scorso nella chiesa di San Francesco a Lucca l’orchestra dell’Istituto ha eseguito un programma interamente dedicato alla sua musica per il cinema, e su questo tema, precipuo nella carriera del compositore, verte inoltre il contributo di Giada Viviani Fellini, Rota e le musiche per La dolce vita. Il processo creativo di una colonna sonora che ha fatto epoca, il quale ricostruisce il processo compositivo della colonna sonora attraverso lo studio del ricco patrimonio di fonti conservato presso la Fondazione “Giorgio Cini” di Venezia.

Nel decennale della rivista dell’Istituto che ospitò come studente il giovane Giacomo Puccini, non poteva certo mancare un capitolo dedicato al celebre operista. Con Il carretto di Parpignol. Il teatro di Giacomo Puccini attraverso la sua filosofia, a cura di Giovanna Morelli, si approfondisce da un punto di vista psico-filosofico l’inconfondibile ‘colore poetico’ del teatro pucciniano, analizzando i temi esistenziali che collegano le diverse storie in un unico pathos, puntualmente restituito e amplificato dall’apporto musicale.

Tra i vari anniversari che il 2019 annovera, assoluto rilievo ricopre senza dubbio il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci. Sebbene non si tratti di una ricorrenza prettamente musicale, è altresì noto che, oltre che pittore, scienziato, scultore, architetto, ingegnere, anatomista, scrittore, Leonardo fosse anche cultore di musica e ideatore di strumenti musicali. Perciò anche noi, con questa edizione di «Codice 602» abbiamo pensato di rendere omaggio al grande genio presentando qui Leonardesca, una composizione di Luca Giovanni Logi, appositamente commissionata dal Maggio Musicale Fiorentino nell’ambito delle celebrazioni leonardiane e dedicata al coro delle voci bianche del Maggio.

Anche il nostro Teatro del Giglio vede quest’anno una ricorrenza importante, ovvero quella della sua attuale intitolazione, avvenuta esattamente duecento anni fa. Per questa occasione, nel mese di settembre, il coro e l’orchestra dell’Istituto “Boccherini” hanno tenuto un grande concerto con musiche di Puccini e Catalani presso il teatro, mentre qui, nel contesto della sezione “Studi sulla musica a Lucca”, Gabriella Biagi Ravenni ci offre il suo contributo Per un bicentenario non celebrato. Teatro del Giglio 1819-2019, tracciando le linee di un progetto di ricerca per la ricostruzione della storia, vicende e di una corretta cronologia degli spettacoli di questa storica istituzione (ben più che bicentenaria), e per un auspicabile conseguente progetto editoriale.

Sempre per il segmento dedicato alla città di Lucca, con Nicolao Cerù. Vita, impegno sociale ed interessi culturali di un medico lucchese figlio dell’Ottocento Elena Raffaetà illustra il profilo di un personaggio lucchese, noto al suo tempo e imparentato con la famiglia Puccini, il quale sostenne poi gli studi di Giacomo e Michele junior. Da collezionista accanito qual era, Cerù entrò in contatto con l’élite culturale del proprio tempo per rintracciare autografi e preziosi manoscritti, lasciando il frutto delle sue ricerche all’Archivio di Stato di Lucca.

Infine, la tesi di laurea. Stavolta ci occupiamo de La danza al tempo e nella musica di Bach con lo scritto di Tommaso Bruno, ex-allievo della classe di violino di Alberto Bologni, il quale esamina in maniera generale lo sviluppo e il consolidamento della danza di corte tra Sei e Settecento, analizzando in particolare le varie danze che compongono la Partita n. 1 BWV 1002 per violino solo.

9788833401195

Scheda tecnica

Curatore:
Istituto Superiore di Studi Musicali "L. Boccherini" di Lucca
Formato (cm):
16X24
Pagine:
192
Copertina:
a colori, con plastificazione opaca
Collana:
Rivista dell'Istituto Superiore di Studi Musicali "L. Boccherini" di Lucca
Direttore responsabile:
Sara Matteucci

Riferimenti Specifici

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