Pater Noster

III Premio Internazionale di Musica Sacra Papa Benedetto XVI

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È arrivato al terzo anno il Premio Internazionale di Musica Sacra Papa Benedetto XVI. Il concorso è dedicato al compositore Pietro Mascagni, di cui ricorre quest’anno il 70° anniversario della sua morte. I compositori in gara dovevano comporre un Pater Noster per soprano e quintetto d’archi (2 vl., vla., vc., cb.), stesso organico utilizzato da Mascagni per il suo Pater Noster composto nel 1880. Vincitore il Pater Noster di Pietro Mascagni.

"Musicare un Pater Noster, renderne al meglio lo spirito senza tradire la grande semplicità in cui esso è racchiuso, è una prova difficile. è questo un lavoro che impone di meditare, scegliere e ritornare sui propri passi, in una continua ruminatio, oppure che necessita di un approccio ispirato, spontaneo e quasi impulsivo? Tutti e due, ma in un preciso ordine. La composizione è materiale istintivo che viene approfondito ed arricchito dal pensiero. Questo vale in modo particolare per un Pater Noster: probabilmente è la prima preghiera che impariamo da bambini, quando è ancora grande in noi la componente istintiva; questa rimane sostanziale anche dopo, quando crescendo avremo imparato a meditare. Così ho tentato di scrivere: partendo dall’anima e riconducendola alla mente. Punto di partenza del Pater Noster è la voce umana, intesa sia come parte di un tutto, sia come parte che si eleva dal tutto: nel primo caso il modello è la polifonia rinascimentale, nel secondo il canto gregoriano. Il brano si apre con un’introduzione polifonica affidata agli archi: è sostanzialmente un breve mottetto. Segue la prima meditazione della voce solista, un melisma di ascendenza gregoriana sulle parole Pater Noster: è allo stesso tempo una voce che si eleva dalla Terra e la voce che risponde dal Cielo, preghiera e annuncio insieme. Il melisma è ripreso alle parole Panem nostrum, sottolineando l’unione, molto forte nel testo latino, tra questi due incisi testuali; legame linguistico che diventa subito simbolo e messaggio. La voce mantiene sempre una propria intimità; l’unico vero suo slancio è sulla supplica finale libera nos a malo: questa richiesta umanissima sente infatti il bisogno d’innalzarsi il più possibile. Per il resto, la voce più che protagonista è portavoce: per cantare in nome di tutti deve mantenersi umile. E come lei, tutto il carattere del brano".  Pietro Magnani



Pietro Magnani, 1994. La sua passione per la musica nasce all’età di dieci anni, studiando dapprima violino, per poi avvicinarsi poco più tardi alla composizione (al 2008 risale un Concertino per pianoforte e archi). Entra quattordicenne nella classe di Composizione presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, dove tuttora studia (VIII anno, M° Luca Tessadrelli). Contemporaneamente, comincia a interessarsi di polifonia antica e canto gregoriano. Suoi articoli sono apparsi sulla rivista “FarCoro” (Aerco). Inoltre, studia Lettere Classiche all’Università di Bologna. Nel campo della composizione ha vinto il secondo premio al 1° Concorso di Composizione Internazionale di Musica Sacra “David Maria Turoldo” (2012) e il primo premio al 2° Concorso Internazionale di Composizione “Ilaria Rambaldi” (2014). 


 

978888347597-9

Scheda tecnica

Formato (cm):
21 x 29,7
Anno di pubblicazione:
2015
Pagine:
16
Rilegatura:
due punti metallici
Copertina:
a colori, plastificazione lucida
Autore:
Pietro Magnani

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