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di Matteo Giunti e Hélène Koehl
Nella Livorno cosmopolita del Settecento, dove mercanti, viaggiatori e visionari intrecciano destini, emerge la figura enigmatica di James Partridge: negoziante inglese, collezionista raffinato e uomo di fede tormentata. Attorno a lui si muove una rete di artisti, filosofi e avventurieri europei, dal pastore zurighese Lavater al pittore Henry Fuseli, passando per donne di spirito e uomini d’affari pronti a tutto.
Attraverso lettere, archivi e un misterioso Taccuino di Silhouette conservato alla Biblioteca Labronica di Livorno, Matteo Giunti e Hélène Koehl ricompongono, due secoli dopo, i frammenti di una storia vera che sfuma nel romanzo: un affresco di passioni, ideali e ossessioni dove la ragione incontra il soprannaturale, e dove la morte di un uomo rispettabile si tinge d’ombra e di leggenda.
Chi era davvero James Partridge?